Passeggiata


Oggi ho respirato con piacere la polvere alzata dagli operai al lavoro nei cantieri del centro.
Non ci tornavo da un po’.
Il pizzicorìo alla gola ha ceduto davanti ad un aperitivo all’ombra del Duomo di S. Massimo.
Scendo, poi, come spaesata, per vie che non riconosco più e mi perdo tra i vuoti riempiti dalle piante.
Finestre, portali, archi e scalinate. Ricami intagliati nelle pietre e mi verrebbe da scansare la polvere con una mano, come si fa con una conchiglia coperta di sabbia.
L’anima dell’Aquila è a nudo.
Ascoltiamola. Guardiamola con occhi diversi .
Ha tanto da rivelare per farsi amare un po’ di più.

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Passeggiata


Gli alberi di questa Foresta dei Sogni , che è il Parco del Castello, nascondono un tratto di mura cittadine che finisce nella Chiesetta del Crocifisso. Un raggio di sole la illumina di sbieco.
La strada è poco distante, trafficata, intasata, qui non c’è invece che il rumore del vento tra gli alberi e il cinguettare di qualche uccellino.
Giurerei di aver sentito dei violini

( sottofondo: il Mattino – Grieg)

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#Intermezzo Serale


Tornare a casa a piedi, col sole della sera, il profumo dei tigli, la primavera che sboccia incurante del cappello di neve sul Gran Sasso.
L’aria fresca sferza il viso, infilo le mani in tasca e fischietto un motivo che mi ronza nella testa.
Che bello.

( Sottofondo fischiettato: Four season in one day – Crowded House)

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Percorsi


Tornando a casa, in un giorno di pioggia , mi domando se davvero non stessi cominciando a considerare tutto ciò, normale.
Travi, impalcature, fili sospesi, terra, sassi, fango. Erba che spunta tra le fessure di pareti smezzate. E poi teloni che nascondono, e gru e camion e cassoni e sporcizia.
Un po’ di ossigeno, per favore, che ho la testa ventosa.

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