Oggi


Camminare da sola. Mi piace. Sto in silenzio, certe volte riesco perfino a non pensare a nulla. Avete presente quando ci si mette il mascara? Ecco. Oppure quando si fissa un foglio bianco. Mi lascio condurre dai passi, svoltando qua oppure là, sul momento. L’Aquila ci sta regalando deliziose giornate che ricordano l’ottobrata romanesca ed è un vero peccato sprecarle a girare in macchina. Oggi i passi mi hanno portato verso un pezzetto di città che tornerà, un domani. La salita ripida di Costa Masciarelli, quella più stretta di Costa Picenze. La cornice imponente di porta Bazzano. Le pietre annerite dell’ex Ospedale di S. Matteo Dei Bastardi, dove centinaia di anni fa erano custodite le aquile prima di portarle in centro. Nella piazzetta che apre Via Fortebraccio, si ascolta solo il rumore dell’acqua dalla fontana nel muro.
Tornerà. Tutto questo tornerà.

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#intermezzo accidentale


La ricostruzione per i vicoli stretti del Centro storico, presenta qualche inconveniente..
L’epilogo ha visto ottomila manovre, e l’intervento di una gru per spostare il carico dove serviva.

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#Intermezzo di equinozio


Avviso per le stagioni: scendiamo a patti. Voi fare il vostro dovere e rispettate le regole e io non mi lamentero’ più del facaldo fafreddo noncisonopiu’lemezzestagioni.
Oggi in teoria sarebbe il primo giorno dell’autunno. In pratica c’è il cielo azzurro che vedete, le foglie verdi, i prati ricolmi di erba crocchiante e fresca. Non percepisco l’odore del freddo, neppure annusando l’aria tipo segugio. Niente. Penso al gelato e al mare invece di sognare il camino e le castagne arrosto.
Perché sto imparando che ogni tempo ha il suo tesoro. Ogni tempo regala attimi preziosi e colori e odori e sapori che siamo sempre troppo occupati per apprezzare.
Anche nelle vie intasate dal traffico di una città come L’Aquila, in continua trasformazione. Strade che cambiano, case che tornano pulite e nuove in colori tenui o sgargianti. Vecchi palazzi che rivivono. Nei cortili in penombra non c’è più il profumo dell’età, il sapore del tempo che fu. Ora si respira intonaco fresco e vernice. Tutto scorre, nonostante le stagioni matte, nonostante il vento, nonostante mi sembri di vivere in una città nuova a metà.

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Frammenti di Viaggio


Il viaggio è nella testa.
Questa frase l’ho letta, riletta, sentita e risentita. Resta sempre vera. Il viaggio può iniziare comodamente seduti alla scrivania o sul divano, guardando un quadro, leggendo un libro. Il viaggio può essere un sogno o, in modo più semplice, una sensazione di libertà, di distacco, di spazio.
A chi vive a L’Aquila, un bel viaggio servirebbe proprio. Per rinfrancare lo spirito, dimenticare quanto di anormale e triste ancora c’è in giro, nascosto maldestramente dalle decine di gru e impalcature, dalla polvere, dalla sporcizia, dalle case colorate e pulite che qua e là fanno capolino.
Tempo fa, vi ho parlato di Palazzo Cappa: le sue mura, intonacate di fresco , incorniciano un bel portale settecentesco e illuminano una via stretta e ripida che scende fino ad incrociare la Chiesa di S. Maria di Paganica e, più giu’, Via Roma.
Palazzo Cappa è tornato alla città non molto tempo fa. Da allora, è diventato contenitore di arte e cultura ed eventi, nel suo splendido cortile fatto di nicchie e scalinate. A voler viaggiare con la fantasia, in verità basterebbe visitare Palazzo Cappa. Però in questi giorni, fino a domenica 7/09, il cortile è animato da foto che sono quadri. Frammenti di viaggi, istantanee rubate in giro per il mondo da 44 fotografi. Non c’è il terremoto, in queste foto. Per fortuna, aggiungo io. Abbiamo bisogno di pensieri positivi. Di liberare la mente. Così, volendo, in questa mostra si può essere a Venezia e un attimo dopo in Umbria, con quel vapore sottile e denso sospeso a mezz’aria a coprire il marrone bruciato della terra grassa, il celeste cristallino del Lago di Piediluco, ancora saltare in Asia , poi volare a S. Francisco per quella discesa ripida magari fatta con lo skateboard. A Berlino nel grigio di un cielo che riflette i graffiti di un muro. Le scogliere della Corsica, Il buio dei canali veneziani. Io mi sono persa in due grandi occhi e un sorriso sdentato che ravvivavano le maioliche di una casa di Marrakech. Il giro del mondo in un battito di ciglia. Come da tutti i viaggi, si torna sempre un po’ più ricchi e pronti a ripartire.

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#Intermezzo estivo


L’aria ferma, il gorgogliare dell’acqua dalle fontane a Capo Piazza e Piedi Piazza, la gente che gusta un gelato in religioso silenzio, i lampioni accesi, il Duomo che visto così , in penombra, pare intatto, ecco… Una sera così spunta fuori dal passato, direte. Preferisco credere che venga dal futuro. Ma io ultimamente sono ottimista.

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