Al Contadino Non Far Sapere Quanto è Buono il Cacio Con Le Pere..


A me il cacio con le pere è sempre andato a genio, fin da quando mia nonna me lo propinava a mo’ di merenda nei pomeriggi piovosi degli autunni paesani.
Più precisamente trattavasi di cacio parmigiano reggiano e pere piccole, succose e zuccherine. Sode e scrocchianti che ti veniva voglia di mangiarne anche la buccia e i torsoli come fece Pinocchio.
Ecco, nella ampia disponibilità di tempo libero lasciatami in eredità dal terremoto e aumentata dall’arrivo di Ginevra, me ne sto sovente a rimuginare su fatti di cucina e sono giunta alla conclusione che l’essere cresciuta tra odori di sughi domenicali e vassoi di morbida pasta all’uovo ruvida di farinao, appunto, merende fatte di cacio e pere, abbia fortemente influenzato il mio senso del gusto nonchè prodotto cotanta fissazione per l’arte culinaria.
L’alternativa è supporre che nella mia vita precedente devo essere stata una cuoca o roba simile.
Ma non stiamo qui a contare i buchi del gruviera e andiamo oltre.
Arriviamo cioè alla preparazione odierna, frutto di una visione ante pranzo, giunta mentre attendevo con (poca) ansia la mia razione quotidiana di cibo scondito.
Il divano mi accoglieva sofferente, credo che i cuscini abbiano tutt’ora mantenuto memoria delle mie forme e non stiamo parlando di forme di cacio; nella mia mente si è all’improvviso materializzata l’immagine di una pera, bella , soda, succosa, di quelle a buccia verdolina. Scontato che una frazione di secondo dopo, accanto alla pera ci fosse un pezzo di cacio.
Ma le due cose prese così separatamente ancora non intendevano di funzionare a dovere. Bisognava fare qualcosa, fondere due essenze distinte, amalgamare un dolce e un salato per dar vita ad un piacevole contrasto di sapori.
Questo tarlo mi ha tormentato fino a sera, allorquando sono riuscita ad impossessarmi della cucina di mamma’ e a dare sfogo alle mie inquietudini di cuoca in erba.
Punto 1. Mancanza di pere verdi. Avevo delle grosse e assai polpose e zuccherine pere Abate, quelle con la scorza marroncina e rugginosa per intenderci.
Quindi si poneva il problema di come smorzare un poco il sapore eccessivamente dolce.
Punto 2. Niente parmigiano, ma una bella forma , bassa e stagionata, di pecorino dei pascoli laziali.
Ho fatto la prova di questo che può essere usato come antipasto o aperitivo ( 4 persone) utilizzando una pera piuttosto grossa, pulita e sbucciata poi frullata nel mixer fino ad ottenere una polpa morbida e senza grumi.
Mi è balenata l’idea di smorzare lo zucchero con una grattata non troppo generosa di noce moscata.
Ho lasciato riposare il composto per qualche minuto in frigorifero ma, anche se coperto, ho notato che tende ad ossidare molto velocemente e quindi ad annerirsi.
Nel frattempo, avevo già posizionato sul fornello grande, quello delle feste, un testo antiaderente, ( avete presente quello per le piadine?? ecco , quello.)
Ad attrezzo ben caldo, ho messo a rosolare due minuti per parte 8 fette di pecorino tagliate nè spesse nè sottili.
Poichè si parla di un cacio molto stagionato , non si è dissolto nel nulla come succede alle caciotte o al galbanino, ma ha formato una deliziosa crosticina su una pasta leggermente filante.
I DUE MINUTI PER PARTE sono tempo sufficiente a preparare nel mentre la base dell’antipasto e cioè tirare fuori la purea di pera e metterla nei piatti formando un disco.
Adagiarvi sopra due fettine di formaggio caldissimo e condire con un filo di aceto balsamico di ottima qualità. No, non la bottiglia di vino andata a male…
Servire immediatamente per favore.
GRAZIE.
Ah scusate… vorreste sapere il vino.. Ma mica ve lo devo dire per forza eh…….
( sedie ribaltate, tavoli per aria, bicchieri rotti…)
OK OK non mi ditruggete la cucina!!!
Ho stappato un semplicissimo ma ammirevole Masciarelli Rosato IGT delle Colline Teatine, fresco di frigo, classico, limpido, intenso e fine, dal sapore fruttato. Non so se è l’abbinamento perfetto. A me è piaciuto alquanto.
E’ un vino da circa 5 euro o giù di lì, ma per favore, come dice Totò ” Un mignolo…. ma che sia vino!!”
Quindi niente bevande in cartone per piacere.
ANDATE A MANGIARE VA’…
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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

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