Novembre Andiamo è Tempo Di Pizzelle


( immagine tratta dal forum di www.cookaround.it)
In questo momento sono più o meno comodamente seduta accanto ad un piacevole focherello che scoppietta allegro, in un piovoso pomerigio di Novembre. Il fuoco, il freddo , la pioggia, evocano la stagione delle foglie morte ed ingiallite, il tempo delle castagne e del vin brulè e quasi quasi mi fanno pensare già al Natale.
Non dico che mi sento più buona d’animo, anzi, per quello oserei dire che nell’ultimo periodo il mio umore tende all’inkazzato fisso che se non fosse per Ginevrotta mia avrei già spetacciato ‘sto mondo e quell’altro.
Però, ecco, ho una certa qual voglia di pensare a cose positive e rilassanti. Tra cui annovero ovviamente tutto ciò che sa di gastronomia.
Domenica pomeriggio non avevo niente di meglio da fare che rompere i cabbasisi a mia mamma, già di per sè alle prese con le incombenze domestiche . Lei si aggirava per casa con le movenze del robottino pulitore di Wall-E, disintegrando ogni molecola riconducibile a polvere e suoi derivati, ed io beatamente, con la mia solita faccia angelica ( perchè vorreste dire che non sono un angioletto? Guardate ho pure le alucce piumose) inizio a tirare fuori dagli immacolati sportelli della cucina l’occorrente per realizzare delle gustose e calde PIZZELLE o FERRATELLE o come le chiamate voi.
Quindi:
Farina (400g)
Olio ( 200g)
Uova ( 5, freschissime ed intere)
Lievito per dolci ( 1 bustina)
Cannella in polvere q.b.
Scorza di limone non trattato ( 1, grattugiata)
Zucchero (200g)
Ho visto repentinamente una espressione disperata dipingersi sul volto dell’augusta genitrice, che già aveva immaginato farina e untume sparsi in ogni dove. Da disperata , l’espressione si è tramutata in rassegnazione quando ha visto che stavo posizionando il mio nbook sul tavolo, accanto agli ingredienti, per videochiamarmi con Memo, la di me sorella che vive in quel di Roma.
Credo che da quel momento in poi mia mamma comprerà abiti senza maniche perchè devono esserle certamente cadute le braccia. Per mia fortuna, ha probabilmente ponderato che le donne incinte non hanno tutte le rotelle al posto giusto a causa degli ormoni, ragion per cui ha saggiamente deciso di lasciar correre.
Ho quindi preso posizione davanti ad una scodella comoda e tonda dove ho versato tutti insieme, gli ingredienti sopra elencati. Per pesare l’olio potete servirvi di un bicchierino di carta avendo cura di fare la tara.
Nel frattempo è bene collegare alla presa della corrente il ferro dove andremo a cuocere l’impasto. Mi raccomando, è necessario che sia rovente.
Per dovere di cronaca, esistono 3 ricette ( almeno 3 sono quelle in mio possesso) per questo tipo di dolci, ricette che differiscono per l’aggiunta o meno di alcuni ingredienti e per il variare di alcune quantità. Ma attenzione attenzione, udite udite, ogni ricetta vuole un ferro apposito per la cottura.
Le FERRATELLE dure richiedono il ferro artigianale che si arroventa sulla fiamma, quelle intermedie che stiamo prendendo in esame si adattano all’apposito ferro elettrico, quelle morbide vogliono un terzo specifico arnese.
Mentre la di me amabile sorella imprecava dalla finestra della chat di Skype perchè defraudata del sacrosanto diritto di abbuffarsi delle mie deliziose pizzelle farcite con ogni ben di Dio, nella stanza aleggiava festoso il rumore del frullino elettrico che stavo per immergere nell’impasto ottenuto dalla mescolanza degli ingredienti.
Suggerisco, miei cari piccoli lettori, di 1. IMMERGERE IL FRULLINO. 2. ACCENDERLO.
In questo specifico caso non vale la proprietà dell’addizione per cui cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Cambia eccome.
Se si segue la regola : 1. ACCENDERE IL FRULLINO. 2. IMMERGERLO NELL’IMPASTO, si otterrà come risultato una cucina a strisce, una ciotola che rimbalzerà impazzita sul tavolo, una genitrice in preda a convulsioni, e, nel mio caso, la tastiera del nbook ricoperta di sostanza oleo-appiccicosa.
Nel frattempo il ferro è più che rovente, direi piuttosto fumicante.
Altro suggerimento ( mi dispiace non potete disattivare l’opzione suggerimenti automatici per questo blog), spennellare, prima di versare il composto, il ferro fumicante con dell’olio di oliva su ambo le superfici, passando con cura negli interstizi, per evitare che le delizie si attacchino al ferro e si brucino.
Ora.
Avete già l’acquolina ai lati della bocca.
Con la coda dell’occhio state già individuando il barattolo maxi della Nutella/Marmellata per calcolare con esattezza astronomica quanti millisecondi occorreranno per agguantarlo dopo aver cotto le Pizzelle.
Avete, per le ragioni di cui sopra, dimenticato il particolare del fumicamento del ferro e sarà mooolto probabile che non afferrerete l’arnese per il manico di legno ma andrete a sfiorare con le vostre tenere carni parti che raggiungono la temperatura di fissione dell’atomo.
Vi servono a questo punto un cucchiaio ed un cucchiaino. Con il cucchiaio prelevate dalla ciotola un quantitativo non eccessivo di impasto, quindi, in un tempo incredibilmente breve, sennò si raffredda il ferro, aiutandovi con il cuc.no fate scendere l’impasto al centro del ferro e chiudete subito per una manciata di secondi.
Troppo impasto avrà come conseguenza lo straripamento dai bordi. Con un paio di cucchiaiate andate male dovreste individuare il quantitativo giusto.
Dopo la manciata di secondi potrete staccare la pizzella dal ferro e adagiarla fragrante su un vassoio.
State attenti a non sbavarci sopra, non è proprio il massimo qualora voleste offrire le delizie ai vostri commensali.
Con le quantità indicatenegli ingredienti si otterrà un bel vassoio pieno di pizzelle, bastevoli a soddisfare le vostre e le altrui carenze di affetto.
Qui oggi non si parla di vino.
Bevete…. gnam….Quelmo mche mvi mpare, crunch, spalm, nutell…….
🙂
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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

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