Che Tempo è?


immagine presa da http://www.ebay.it

 

Io sinceramente con le cose passate me la scialo. Mi diverto. E mi rilasso pure. Non dico tanto i ricordi, quelli sono vissuti e rivissuti, quasi scontati dopo tanto tempo che se ne stanno lì ad occupare spazio tra i neuroni, quanto le storie di vita vera, quella degli altri, e il mondo del passato. Come eravamo, insomma. E insomma va sempre a finire che trascorro più tempo di quanto non mi sia concesso a scrutare le foto in bianco e nero delle riviste degli Anni 20, osservare i sorrisi delle donne vestite di fili di perle e stole di piume, leggere le pubblicità improbabili di ritrovati miracolosi, o delle prime astronomiche aspirapolveri e lucidapavimenti.  Oppure, sfogliando l’Atlante , stupirmi per come è cambiata la mia città dagli anni 70 ad oggi, case e palazzi dove prima scorrevano i fiumiciattoli di montagna, popolosi di gamberi.

Insomma, come ho detto, me la scialo. E sono convinta che la storia degli uomini, se potessi andare a ritroso nel tempo, sarebbe la più bella storia del mondo. Più dei romanzi best seller o delle favole moderne.

Adesso ci fanno pure i Reality Show sul passato, e la gente si scandalizza a lavarsi con l’acqua fredda o a cuocere la zuppa a fuoco lento o a stare senza televisione perchè così è costretta a parlare e a confrontarsi con se stessa e con gli altri e secondo me non è che ne siano tanto capaci. Certe volte, anzi spesse volte, penso ( da quello che scrivo dovreste credere che non faccio niente di meglio che pensare però non si può mica farne a meno. Cogito Ergo Sum) che c’erano molti meno problemi, nelle storie di ieri, che la vita di ieri era molto meno complicata, non c’era Raffaele Morelli a inventarti fissazioni o disturbi per cui ora bisogna andare per forza dallo psichiatra,si amava si soffriva, si gioiva si combatteva, si lavorava, forse più intensamente di quanto riusciamo a vivere amare soffrire gioire  oggi.

La vita di ieri mi sembra più vera, i figli li crescevano le madri, oggi li cresce la playstation, il pranzo si preparava affettando il pane casereccio, cuocendo la carne , spillando il vino ( fatto con l’uva mi raccomando) raccogliendo i pomodori, oggi ci sono le zuppe pronte, che non le devi nemmeno mangiare perchè ti saltano da sole in bocca e si autodigeriscono pure.

Vorrei rimanere chiusa per qualche giorno in un ufficio di quelli dell’anagrafe, dove si conservano i registri di vita morte e miracoli delle persone, ma dico i registri polverosi scritti a mano con quelle grafie ondulate e piene che si insegnavano a scuola, al tempo dei maestri in giacca e cravatta. Andare a ritroso per scoprire che in fondo siamo un po’ tutti parenti,  per via di quell’avo che aveva sposato una prozia, per scoprire che tempo era e capire perchè, oggi, questo tempo che è non mi piace per niente.

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Autore: Nora Marchini

Passa il tempo, passano le cose, i mestieri, si sceglie di seguire una strada al posto di un'altra. Si sbaglia, si ricomincia, si sbaglia ancora, si ricomincia ancora. Non vediamo il traguardo che pure arriverà. Quello che conta è vivere, oggi, come fosse il traguardo. Giornalista pubblicista, mamma, amo le emozioni, il mare, la musica, i libri, i luoghi, l'arte. Vivo All'Aquila e provo a indovinare dove mi porterà la vita.

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