Passeggiata


 

Oggi, dopo un anno e due mesi, sono tornata in centro. O meglio, in quello che ne rimane. Lo so che è retorica stare sempre qui a parlare del terremoto e di come ha radicalmente modificato una città. Però non se ne viene a capo. Sembra che la condanna di un motto si trascini pesantemente per le strade e nelle zucche della gente che , quell’Immota Manet , ce lo ha scolpito dentro e non riesce a scrostarlo via. Non basta la pioggia a lavare la polvere delle rovine. La pioggia non fa altro che impastare ancora di più il rotto e il sano,il buono e il cattivo, uniformando tutto con il suo grigiore  perfino in questi giorni di giugno inoltrato. Oggi sono tornata lì dove non pensavo affatto di tornare, sforzandomi di riconoscere luoghi familiari e un tempo brulicanti di persone , dietro transenne e impalcature, tra sassi e cornicioni e finestre da cui il cielo si vede al contrario. Il cielo ,ora, è dentro le case.

Mi sento una nomade, perchè girovago da tanti anni, cambio impacchetto spacchetto e non sistemo mai le cose. Sempre pronta a ripartire e a cambiare di nuovo, imparando a non innamorarmi  troppo di  nessun luogo che presto dovrò abbandonare. Però, stavolta, ho addosso il senso di un tradimento, perchè non ho scelto io di andarmene . Non ho scelto io di farlo di corsa e senza poter riflettere, ponderare, valutare. A chi mi chiede se mi sento aquilana , io che aquilana non sono nata, un anno fa avrei risposto che  , si , insomma, forse si, quasi quasi.. ecco..forse era qui che dovevo alla fine stare. Oggi invece risponderei che no, non lo so più, perchè il tradimento è stato forte e doloroso e ne porto ancora i segni. IO, oggi, quel centro rumoroso di martelli pneumatici e furgoni e picconi e gru, l’ho odiato.Ho odiato i turisti che scattavano fotografie ricordo di palazzi morti. Ho odiato i ciottoli che facevano sobbalzare il passeggino di mia figlia. Ho odiato tutto questo starnazzare e rimbalzarsi i problemi da una parte e dall’altra mentre tutto resta e resterà ed è restato così com’è era e sarà, sempre aspettando che qualcuno se ne occupi. Il senso di tradimento rimane, e mi sarà molto , molto difficile perdonare.

Soprattutto perchè , in questo caso, non posso dire, come in un tradimento d’amore, ” me ne torno a casa mia”.

Che rabbia.

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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

2 thoughts on “Passeggiata”

  1. bellissimo post. e bella la nuova veste grafica.
    io però ho un’idea diversa: grazie al terremoto mi sento finalmente di qualche posto, L’Aquila.
    ciaoo saluti alla fragolina

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  2. Hai ragione …che rabbia!!!
    Brava Eleonora, vorrei sapermi esprimere come fai tu, ma non ci riesco. L’accavallarsi di pensieri, di ricordi, di amicizie ,di sensazioni, mentre giro qualche volta per L’Aquila in rovina,fa di me un rimbecillito che non riesce ancora a rendersi conto di ciò che invece è successo. Quello che hai scritto descrive esattamente ciò che ho provato anch’io mentre ho percorso il tratto riaperto del centro storico. Grazie per averlo descritto così bene.

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