Paura


Il mio autore preferito è Giovanni Guareschi. Senza alcun dubbio. Amo di lui quello scrivere usando” si e no duecento parole” , amo il Mondo Piccolo dove il sole picchia martellate sulle teste della gente , i campi sono fatti di terra grassa che a seminare sassi viene su grano, e dove un prete clericale e un sindaco comunista fanno a cazzotti ma poi fanno a gara per salvare la pelle l’uno dell’altro.
Guareschi scriveva negli anni della Grande Guerra, dal lager dove era deportato, scriveva le sue idee dalle pagine di Candido, e spesso le affidava alle storie della Bassa. Storie inventate, ma forse più vere della realtà stessa.
In una di queste storie, Don Camillo si confida con il Cristo dell’altare. Ha paura. C’è un gatto nero dagli occhi diabolici che gira minaccioso di notte per le strade del paese. Lo ha sognato mentre affondava i suoi denti aguzzi nelle carni tenere del Bambinello. Simbolicamente, è la paura di qualcosa di sconosciuto, malefico, che aleggia sulle vite delle persone. Qualcosa di cui si ha paura proprio perchè sconosciuta. Se conosciamo il nostro nemico, possiamo esserne spaventati, ma non averne paura.

Ho pensato a queste cose, stamattina, ascoltando le notizie del telegiornale. Ho pensato che qualcosa di sconosciuto e malefico si sta impossessando del mondo, di un mondo dove l’odio chiama l’odio, dove la politica ormai si intreccia alla guerra e alla prepotenza. Dove gli interessi economici vengono barattati con il sangue delle persone. Nel mio blog è raro che io parli di politica. Anche perchè, pur avendo un’idea ben precisa, non  condivido il modo di fare politica di oggi. Soprattutto mi delude la convinzione dei potenti di poter sfruculiare  il resto dell’umanità con finti discorsi di pacificazione e democrazia e civiltà.  Con Comunicati nel cuore della notte che inneggiano ai risultati raggiunti.

Bin Laden era quello che era, se davvero è morto. ( L’oleodotto che deve passare in Afghanistan adesso passerà?)

Saddam Hussein era quello che era, se davvero è morto. ( Il petrolio dell’Iraq è tanto. Gli americani lo spartiranno con gli alleati?)

Gheddafi è quello che è, se davvero i suoi figli e nipoti sono morti. ( Il petrolio e l’Uranio e il Plutonio o quello che vi serve della Libia a chi lo diamo , Obama o Sarkozy? Pero’ gli serviva la precisione degli italiani per sganciare le bombe..)

Mi delude pensare che l’intervento italiano in Libia possa essere stato barattato con la candidatura di Draghi alla Bce, appoggiata molto opportunamente dalla Francia, come contentino, o con la Opa di Lactalis su Parmalat, oppure con i permessi di transito degli immigrati  fermati alle frontiere ( sempre francesi) . Per carità, sono pensieri miei, quindi roba mia personale che non ha nulla a che vedere con la politica e con le idee in cui credo, nè pretendo di dare informazioni esatte.

Mi delude pensare, e di questo ho paura, che nel 2011 l’unica legge ancora valida e attuale è la legge del taglione. Occhio per occhio, dente per dente. Con l’aggravante dell’interesse economico e di egemonia politica.

Mi sembra infatti che nel Darfour non ci sia ombra di interventi americani o francesi o di nessun’altro. Eppure la gente si massacra anche lì.

Il mio pensiero? chi uccide per rispondere ad un uccisione, è un assassino tale e quale .

Punto.

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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

4 thoughts on “Paura”

  1. Mi fa molto ma molto piacere leggere queste cose da parte tua. Ricordo nostri dialoghi in merito.
    Sono certamente d’accordo, tranne che più che paura io ho voglia di trovare una via d’uscita, non per me ma per tutti (ché tanto anche se ci salviamo dal nucleare qui, potrei vivere vicino a una sempre francese Fuquiscimme, e non è che i francesi sian peggio degli italiani).
    L’unica cosa che mi fa male è che mi pare che la gente si divida fra quella rassegnata, quella che si crede furba mentre sega l’albero su cui ha elevato la sua posizione e quella che protesta, s’incazza, urla, ma un’alternativa che possa funzionare non la cerca.
    Perché anche Beppe Grillo ha ragione su quasi tutto quello su cui protesta, come i movimenti dal basso dei miei tempi, ma c’è bisogno di fare proposte che possano funzionare davvero. Non basterebbe neanche che il suo Movimento vincesse le elezioni per cambiare le cose, finché ci saran banche e multinazionali, che se qui si provasse davvero a sottrarci ai loro interessi coloniali e per noi negativi, farebbero prima a aggiunger Beppe alla lista degli Osama e Saddam (peraltro più organici, una cosa del genere verrebbe frenata prima)… Né le tante proposte ottime note da tempo o innovative possono risultare vincenti, dentro un sistema come questo dove, fondamentalmente, vince di più chi dagli altri riesce a prendere di più dandogli meno.
    Ci vuole un modo valido per fare le cose in cui convenga a ciascuno fare il bene del prossimo e si premi di più chi più lo fa, senza per questo affidargli alcun comando. Il fatto che nessuno ci voglia pensare mi preoccupa più di ogni altro.

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    1. Ciao Efraim, non so se Beppe Grillo abbia ragione o meno. Certo le denunce che lui fa sono forti, e mi sembrano avere anche qualche fondamento. Ultimamente, perdonami, non seguo molto, per non dire affatto, ci che succede in politica e societ . Ho come un rigetto profondo per le polemiche, le questioni morali e materiali, la politica , il politichese, gli arrivisti, i finti pacifisti e i finti democratici. La societ tutta mi sembra marcia fino al midollo e talmente tanta la sfiducia dopo aver provato sulla mia pelle che c’ stata gente che ha giocato con le vite delle persone per una secchiata di cemento da risparmiare, che mi sento distaccata da tutto questo ciarlare. Quanto alle proposte valide alternative, siamo diventati un popolo di altruisti: aspettiamo che a fare qualcosa ci pensino gli altri.

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  2. Che dirti Ele?
    Che questo post è ben scritto nella prima parte “guareschiana” e condivisibile nella seconda.

    Non mi sento di prospettare soluzioni al malessere della società o indicare vie.. io sono comunque per il pragmatismo, la ragione, i valori etici, la lealtà, la laboriosità, la messa a frutto dell’intelligenza e delle capacità di ognuno.. meno per gli ideali, essi vanno oltre la capacità dell’uomo di darne benefica attuazione.. e ogni tentativo di farlo crea invece danno perché ogni azione, anche la più tremenda, trova giustificazione nel raggiungimento del fine..

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  3. Ciao,Ele :-))
    Comprendo il tuo sconforto ma penso che, al momento, non ci sia modo di intravvedere la fine del tunnel. Non abbiamo ancora toccato il fondo, benchè si sia visto di tutto, in materia di degrado di qualunque tipo. Dovremo inciampare in qualcosa di peggio, temo. Dunque, animo, grinta e tigna. Adelante!
    Ciao :-))

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