Colonna Sonora


Quando ero a lezione di pianoforte, da ragazzina, adoravo il suono del metronomo: toc toc toc toc , toctoctoctoc, scandiva il mio tempo e quello della grande sala in penombra, vuota, immensa, dalle pareti rivestite di spessa carta da parati rossa e dorata.
Aspettavo il mio turno , e intanto era come se quel rintoccare contribuisse a rallentare l’ansia che avevo dentro, il cuore adattava il suo battito , e le dolci melodie che sognavo io pure di poter suonare, erano il sottofondo della mia vita..
Gli anni del liceo, invece, turbolenti, ribelli, al diavolo tutto e tutti,  erano pieni di canzoni : ogni testo pareva scritto a mia immagine e somiglianza.
Ma era un periodo di rottura, un tentativo di lasciare indietro le cose e le persone che non mi davano serenità e trovare la mia strada.. Allora mi tuffavo nelle melodie adrenaliniche dei Guns ‘n Roses, pantaloni strappati (apposta), abbandonato il pianoforte per l’universale linguaggio della chitarra acustica, la mia stanza era il palco di uno stadio immenso e le paure rimanevano chiuse fuori la porta.
Frugando in soffitta, giorni fa, ho scovato uno scatolone ancora chiuso , dall’ultimo trasloco. Il mio nome a caratteri cubitali scarabocchiato su tutti i lati.
Lì dentro ho ritrovato le decine e decine di musicassette registrate di notte , nelle lunghissime nottate insonni, dalla radio, le canzoni più belle, quelle che ti smuovono qualcosa dentro, quelle che ti disperi per cercare gli accordi , quelle che meglio di tutti descrivono gli stati d’animo.
Le ho portate nella mia camera di oggi, momentanea, sempre precaria, pronta per l’ennesimo traslocare e partire,  le ho sistemate sulla scrivania sommersa da ogni tutto , nell’unico angolo che mi appartiene sul serio, con tutta la sua confusione perchè non butto mai nulla.
Poi ne ho pescata una a caso: il caso ha voluto che pescassi questa canzone.

“Live And Let Die” ( Guns’n Roses)

E Allora mi convinco, che il caso non esiste.

 

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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

1 thought on “Colonna Sonora”

  1. Il caso non esiste?

    Tu forse vuoi dire che il caso a volte sembra guidato, sembra che faccia accadere ciò che invece sarebbe improbabile accadesse… magari sì, è così.

    Il caso può riguardare, come nel tuo racconto, un singolo fatto.. altre volte invece chiamiamo caso un qualcosa che accade grazie alla somma di più coincidenze: cioè devono sommarsi più elementi distinti perché poi si verifichi un qualcosa che ha un effetto unico, che noi attribuiamo, appunto, al caso.

    E se dietro a questi eventi vediamo una manina, un qualcosa che li abbia fatti accadere o favoriti, parliamo allora di destino o magari pensiamo a un messaggio che ci viene da lontano, o forse da vicino, ma certo da chi non possiamo più ora né udire né vedere… 😉

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