#intermezzo agitato


il brutto della modernità tecnologica è che se scrivi e cancelli e poi riscrivi, non resta che l’ultima parte . Le cancellature ,le frasi scombinate o banali , più banali che scombinate a dirla tutta, abbandonano la bellavista in cima al foglio, piuttosto che in mezzo o di lato, per essere divorate dal cursore lampeggiante di uno schermo.
Questo, per dire che mi è difficile, stasera, trovare parole e sensi adatti, che non abbiano parvenza di maionese impazzita . Quando Egli torna a farsi sentire ( da me, perché in realtà molti altri lo salutano di frequente) immancabilmente di notte, immancabilmente al termine di una giornata in cui ti sei detta “ok. Ce la posso fare. Ok. Pensiamo positivo. ” Ecco. Il mio cervello fa tilt. Non capisco dove sono, cosa faccio, perché minchia sto ancora qui, in una città semovente e agonizzante, perché la mia casa deve avere una torcia e una coperta, in ogni angolo , da afferrare al volo all’occorrenza. Il mio cervello, dal 6 aprile 2009, ha rimosso dal registro dei suoni il rumore del boato che precede una scossa. Io quel rumore non lo sento più: anche se altre 100 persone accanto a me lo sentono distintamente, io avverto una sensazione di sordità momentanea che ovatta ogni cosa.. Mi difendo, come posso, da Lui. Salvo poi, piangerci su. È pesante . Considerare la vita con un ” prima di ” e un ” dopo di “.
Non è propriamente come la scoperta dell’America che divide l’età medievale da quella moderna. Nemmeno come le foto di un taglio di capelli. Il prima e dopo presuppongono un qualche miglioramento di una condizione esistente. Qui invece, non si fa che peggiorare. Gli umori, il sonno , gli incubi, e la sveglia dentro la testa che ti fa aprire gli occhi sempre intorno a quello stesso orario.. Così scopri che in tv , di notte, non c’è un gran che da guardare.
Pesantezza.
Mi sento come una bustina di the lasciata troppo in ammollo.

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Autore: Nora Marchini

Nell'aggiornare le info sui profili perdo sempre la capacità di sintesi. Non che io abbia tutte queste cose da descrivere. Faccio la mamma. Lavoro nell'IT ( Information Technology cioè i computer e tutto ciò che c'è di informatico ed elettronico). Leggo per passione. Scrivo per passione e perchè mi fa stare meglio. Cucino per rilassarmi. Vivo in quel che rimane della città di L'Aquila.

2 thoughts on “#intermezzo agitato”

  1. Vista dall’esterno, uno direbbe… andate ad abitare in campagna, fuori città, in una casa rigorosamente antisismica. Però è facile parlare, come anche dire che la ripetizione prossima di un evento sismico importante dovrebbe essere improbabile… ma la cautela, si sa, non è mai troppa e può salvare la vita, anche se questa, una volta salvata, dovrebbe essere appena appena gradevole, se non entusiasmante. 😉

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  2. a parte che sto cercando di scoprire il perchè di questo fastidioso carattere sottolineato..
    vita gradevole non so cosa voglia dire da 4 anni a questa parte.. raccolgo le forze per superare uno scoglio cronico ma ogni volta l’ondata ti ributta indietro..Prevenzione è l’unica cura possibile.. solo che.. dice un vecchio proverbio ” il gatto che si scotta con la stufa, non si siede più nemmeno sulla stufa spenta”
    Per la cronaca.. abito , ora, fuori città, in una zona campagna/montagna, la casa non ha avuto danni col terremoto ma.. ma… ma…

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