Dove


( Caffè Salotto – Roseto degli Abruzzi già Rosburgo – Teramo)

Nella tazza c’era un caffè smisurato. Per dilatare il tempo perso a sorseggiarne l’aroma caldo e tostato, mescolato alle parole che sui fogli stanno ferme. 

Carta e penna. Inchiostro e voci sconosciute in sottofondo. 

Mentre le ore gocciolano sui vetri insieme alla pioggia e alla neve, se ne va anche l’ultimo pensiero. 

Perso. 

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Rumore


(Abruzzo – Civitella del Tronto – Teramo – Finestra sull’infinito)
Il silenzio fa rumore. 

Il vento toglie il respiro. 

Un passo dopo l’altro, un passo accanto all’altro. 

Strada. 

Tempo


( Pescina – Marsica – Abruzzo) 

Che il tempo sia relativo invece che una certezza, è dimostrato dal fatto che per attraversare il ponticello su questo fiume mi sembra di averci impiegato una vita. 

Una vita a scoprirlo. 

Una vita a passare. 

Per ritrovarmi, all’improvviso, dall’altra parte. Di una vita. 

Non fermarsi 



( Binario O , vecchia linea ferroviaria Sulmona – Carpinone -Abruzzo ) 
I treni danno l’idea del divenire. Di un tempo che scorre e muta se stesso e le cose. 

I binari sono scelte, direzioni, salite e discese. Porte che si aprono o restano chiuse. 

Le rotaie stanno ferme: siamo noi che percorriamo la strada. 

Noi siamo la nostra destinazione, fatta di scambi giusti e sbagliati, di sale d’attesa e stazioni solitarie e silenziose, affollate e rumorose. 

Mai fermarsi.